La montagna incantata è un progetto del Sistema degli Ecomusei della Toscana (S.E.T.), realizzato grazie al cofinanziamento della Regione Toscana e affidato alla cura di Pietro Gaglianò.
Questa seconda edizione si è sviluppata attraverso laboratori condotti da due artiste e rivolti agli studenti delle scuole superiori.
Sulla Montagna Pistoiese, il percorso - che intreccia arte contemporanea, territorio e comunità - ha coinvolto le ragazze e i ragazzi della classe 3ª degli indirizzi Amministrazione, Finanza e Marketing e Turismo dell’Istituto Omnicomprensivo Statale di San Marcello Pistoiese.
Nel corso del mese di marzo 2026, insieme all’artista visiva Chiara Arturo, gli studenti sono stati protagonisti di un laboratorio, intitolato Disinnescatə, dedicato all’esplorazione dell’Itinerario del Ferro: non solo come patrimonio storico, ma come spazio vivo di riflessione sul presente.
Al centro del lavoro, una parola chiave: disinnescare. Non eliminare i conflitti, ma aprirli, interrogarli, trasformarli in occasione di ascolto e consapevolezza.
A partire dalla storia siderurgica della montagna – che fin dal Cinquecento lega profondamente il territorio al ferro, all’acqua e ai boschi – l’esperienza ha messo in relazione il contesto locale con le tensioni del mondo contemporaneo, in cui quella stessa materia continua a essere simbolo e strumento di conflitto.
Attraverso pratiche artistiche ispirate a linguaggi contemporanei, gli studenti hanno rielaborato, con interventi personali, immagini d’archivio del Museo del Ferro e costruito narrazioni collettive, dando voce a ciò che spesso resta ai margini del racconto: operai, boschi, acqua, ferro.
Ne è emerso uno sguardo inedito, capace di spostare il punto di vista dall’essere umano alle materie e alle energie che abitano e costruiscono il territorio.
Gli incontri si sono rivelati spazi di espressione, in cui i ragazzi e le ragazze hanno potuto confrontarsi anche con le proprie paure e percezioni del presente, restituendo una visione sensibile e partecipata della Montagna Pistoiese.
Come esito del laboratorio, sono state realizzate immagini manipolate, mappe affettive e un’azione performativa, attraverso cui gli studenti hanno dato forma alle riflessioni emerse durante il lavoro.
Il percorso si concluderà nel mese di aprile con un momento finale di condivisione e scambio con le classi dell’Istituto Tecnico di Poppi.















